Morta dissanguata nonostante gli interventi disperati per salvarla.

Chiesti 4 anni e 8 mesi di reclusione per Roberto Palomba per i reati di omicidio colposo e falso ideologico in atto pubblico, 1 anno e 4 mesi per Alberto Vitale e Antonio Verderosa. I tre sono ritenuti responsabili della morte di Tommasina De Laurentiis, deceduta l’8 marzo 2013 all’ospedale di Boscotrecase. Doveva essere operata di colecisti, ma ha trovato la morte.

Il pm Antonella Lauri ha chiesto la condanna per i tre chirurghi che, secondo l’accusa, hanno taciuto sugli errori fatti per cercare di salvare la vita alla giovane donna.

LA MORTE. Tommasina De Laurentiis doveva essere sottoposta ad una colecistectomia da effettuarsi con un sondino interno, il trocart. Secondo gli esiti dell'autopsia, svolta sul corpo della 25enne, fu proprio quel sondino a tranciarle la vena cava inferiore e l'aorta addominale.

LA SENTENZA. Il dato che è emerso da questo processo è che “nel corso degli anni si sono succeduti, tra gli altri, 5 anestesisti e 4 infermieri, che hanno assistito all’intervento e hanno potuto vedere e riferire che durante il primo intervento non si trovò la causa dell’emorragia”, ha riferito Gennaro ausiello, avvocato di Elvira Avino, mamma della vittima.

LE RESPONSABILITA’. Solo dopo il nuovo intervento si trovò la fonte emorragia, ma per Tommasina non c’è stato nulla da fare. Il tutto nonostante ci fossero indicatori preoccupanti che facevano pensare al peggio: emocromo ed emoglobina molto basse, emogas che indicava una cirrosi metabolica grave, pallore e ipotensione.

Dopo quasi 8 anni, così, lunedì prossimo ci sarà la discussione delle parti civili, mentre tra un mese è prevista la sentenza.