Molti sapevano. E’ l’inquietante retroscena che emerge dai dettagli dell’inchiesta partita dopo l’arresto di Nunzio Ariano.

Secondo gli inquirenti, in molti negli uffici comunali hanno notato dei movimenti e degli atteggiamenti sospetti. Dubbi da indurre un geometra dell’ufficio tecnico comunale a registrare con un microfono nascosto le conversazioni avute all’interno del comune. Discussioni avute con lo stesso Ariano, con l’imprenditore napoletano finito sotto inchiesta e con altre persone. L’obiettivo era quello di portare a galla eventuali anomalie che il geometra aveva riscontrato. Il contenuto delle registrazioni è finito poi in mano alla Guardia di Finanza, più di 3 mesi fa, facendo partire le indagini che hanno portato all’arresto del dirigente dell’ufficio tecnico comunale il 28 dicembre scorso.

Ariano è stato colto in flagrante dopo aver intascato una mazzetta di 10mila euro dopo la firma di un appalto da 200mila euro. Lavori aggiudicati dalla Supino Group per la ristrutturazione anticovid di una scuola di Torre Annunziata.  

Il lavoro investigativo è stato poi impreziosito da un’altra denuncia, presentata dallo stesso geometra su una seconda dazione di denaro, però non riscontrata da prove.

Nel frattempo, dal carcere di Poggioreale, Ariano ha fatto sapere che si è trattato di un episodio isolato, dettato dal momento difficile che sta vivendo in famiglia e di “aver agito con estrema superficialità non pensando alle conseguenze”. Motivo per cui il giudice ha ritenuto opportuno mantenerlo in cella per evitare inquinamento delle prove o sparizione di documenti importanti.

Dopo la confessione, Ariano, difeso dall’avvocato Francesco De Gregorio, continua ad attendere la data del Riesame. Fino ad allora, resterà dietro le sbarre.

il retroscena

Le indagini