Maurizio Cerrato e Antonio Morione. Due persone legate allo stesso tragico destino. Torre Annunziata e Boscoreale si sono ritrovate unite dallo stesso filo conduttore. Entrambi due persone per bene e allo stesso modo uccisi per aver reagito alla mano criminale. 

Lo scorso 19 aprile Maurizio Cerrato aveva provato a difendere sua figlia Maria Adriana da Giorgio Scaramella. La giovane aveva reclamato, giustamente, di aver un posto per il parcheggio, occupato chissà per quale motivo da una sedia. Dopo una prima colluttazione il custode degli Scavi di Pompei ha dovuto subire l'attacco del branco. Quattro belve che hanno posto fine alla sua vita. A infliggerli la coltellata fatale è stato Antonio Cirillo, presente assieme al padre Francesco (ora ai domiciliari), e ai fratelli Giorgio e Domenico Scaramella. Il tutto dinanzi a un velo di infinita omertà.  Successivamente si è scoperto che il suo assassino era addirittura un ras del clan Gionta.  

Dopo aver saputo della morte di Morione, anche Tania Sorrentino, la vedova del povero Cerrato, ha voluto esprimere la propria vicinanza. "Non credevo che questo Natale potesse essere ancora più triste. Ma sapere che un altra famiglia sta vivendo ciò che abbiamo vissuto noi mi strazia il cuore. Spero che il Signore gli dia tanta forza e coraggio perché sono entrati in un tunnel buio senza uscita. Dobbiamo smetterla di piangere altre vittime innocenti e soprattutto di far finta di non vedere".

Per gli assassini di Morione, ammazzato la sera dell'antivigilia di Natale per difendere la sua pescheria da un tentativo di rapina, si sta stringendo sempre più la morsa degli inquirenti. Fondamentali le immagini del circuito di videosorveglianza della zona. Nelle prossime ore i carabinieri potrebbero anche giungere al tanto sperato epilogo.

Un 2021 purtroppo da dimenticare per Torre Annunziata e Boscoreale, che piangono due brave persone ammazzate per aver risposto con veemenza alla mano criminale. 


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