Un folle inseguimento per le vie di Gragnano per vendicare la morte del loro cugino.

La polizia ha arrestato 4 persone: si tratta di Antonio e Giovanni Carfora, figli del boss Nicola “’o fuoco” , Raffaele Iovine e Giovanni Amendola. Un commando di 4 persone per vendicare la morte di Nicholas Di Martino, avvenuta un’ora prima, sparando per uccidere S.P., un 20enne di Gragnano, salvatosi per miracolo dall’agguato. La vittima doveva essere punita perché amico di Maurizio Apicella e Ciro Di Lauro. Secondo i Carfora, era necessaria un’azione dimostrativa che fosse da esempio tra i Monti Lattari. Il ragazzo ne è invece uscito miracolosamente illeso dopo che la sua auto fu crivellata di proiettili in via Pasquale Nastro, un’ora dopo l’accoltellamento mortale di Nicholas e il grave ferimento di Carlo Langellotti, il parente che era con lui al momento del fatto.

Sin dall’inizio delle indagini le forze dell’Ordine hanno creduto che i due agguati fossero collegati. Gli arresti di questa sera, avvenuta dopo i funerali blindati del ragazzo ucciso, ne sono la conferma. Dei 4, tre hanno legami di parentela con il boss Nicola Carfora, attualmente detenuto in regime di 41bis al carcere di L’Aquila: tutti ora sono in carcere.

Gli atti sono stati trasferiti alla Procura Antimafia partenopea e adesso i provvedimenti emessi saranno sottoposti anche al vaglio del Gip di Napoli.

la lettera dei parroci

La confessione

le minacce prima dell'agguato

Gli arresti