Doveva essere il mese della ripartenza, diventerà quello dei rinvii.

Il coronavirus ha rallentano le attività del tribunale di Torre Annunziata. Le nuove modalità di accesso e di fruizione delle aule hanno finito inevitabilmente per rallentare la macchina giudiziaria. Il tutto dopo che il procuratore della Repubblica presso il foro oplontino ha redatto il nuovo modello organizzativo, concordato con il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torre Annunziata.

LE PROTESTE. Fino al 31 luglio, regole ferree per garantire la sicurezza degli utenti e degli addetti ai lavori. Non poche sono state le proteste in tal senso. L’ultimo allarme è stato lanciato dall’Aiga, l’associazione Italiana Giovani Avvocati che in questi giorni ha registrato un notevole rallentamento delle attività giudiziarie, anche al tribunale di Torre Annunziata.

LE UDIENZE RINVIATE. Tra queste impossibile non menzionare il caso di Rampa Nunziante. La vicenda del crollo ha scosso un’intera comunità, ma per celebrare le prossime udienze servirà ancora del tempo. L’aula Siani, quella più grande in dotazione al tribunale, secondo quanto ha certificato l’Asl Napoli 3 Sud, potrà contenere al massimo 20 posti: un numero esiguo in rapporto alle persone che solitamente intendono assistere alle sedute. Per questo motivo, la prossima udienza in programma il 10 giugno verrà utilizzata per concordare assieme a giudice, pm e collegio difensivo, una data utile. Secondo quanto trapelato, potrebbero slittare a settembre.

Stesso caso per Tommasina De Laurentiis, la 25enne mamma di Torre Annunziata morta in ospedale l’8 marzo 2013 lasciando orfana una bambina di 4 anni. L’udienza del 9 marzo scorso è stata ovviamente annullata in seguito all’emergenza coronavirus: se ne riparlerà a ottobre.

Analogo discorso per il processo dei “carabinieri infedeli” che vede tra gli imputati il boss del Piano Napoli di Boscoreale Francesco Casillo, alias “vurzella”. Dopo una serie di rinvii dovute a eventi eccezionali, per rivedere Casillo (nel frattempo è stato anche scarcerato, ndr) bisognerà aspettare ottobre. Coronavirus permettendo.

la protesta