“Non solo un caso di malasanità, ma di criminalità”. Non ha usato mezzi termini l’avvocato Gennaro Ausiello. La morte di Tommasina De Laurentiis non ha scosso soltanto lui, ma una comunità intera. Persone che, a distanza di 8 anni da quella tragedia, cerca ancora risposte.

Un caso arrivato alla ribalta nazionale ma che ora rischia un clamoroso colpo di spugna. Le pesanti condanne emesse dal giudice del tribunale di Torre Annunziata Fernanda Iannone rischiano la prescrizione.

Sull’ex primario di Chirurgia dell’ospedale di Boscotrecase Roberto Palomba, pende una condanna in primo grado a 10 anni e 8 mesi, per omicidio colposo e falso in atto pubblico. In più una provvisionale di 130mila euro. Condannati anche gli altri due chirurghi, Alberto Vitale e Antonio Verderosa, a 2 anni e 4 mesi.

Sentenze sulle quali però si deve procedere velocemente in appello. Sono trascorsi quasi dieci anni e l’avvocato della famiglia ha cercato di accelerare i tempi in vista del secondo grado di giudizio: “Il mancato rispetto della sentenza sarebbe uno schiaffo alla dignità della famiglia. Ho preparato un’istanza al presidente per chiedere tempi immediati e certi – ha spiegato Gennaro Ausiello -. Ho informato anche il procuratore di Torre Annunziata Fragliasso. Mi auguro che entro l’autunno si proceda”.

Ma c’è dell’altro. Il primario Palomba, oltre alla condanna, dovrà risarcire la provvisionale imposta dal giudice, di circa 130mila euro. Un pagamento finora rimasto disatteso. I legali della famiglia De Laurentiis hanno chiesto accertamenti patrimoniali a carico del medico per verificare la sussistenza delle garanzie sul credito che ora vanta la famiglia.

Non vado più avanti senza di lei, è stato un dolore troppo forte – aveva spiegato in diretta tv su Rai1 a "Storie Italiane" Elvira Avino, la mamma di Tommasina -. Ed è per questo che chiedo solo una cosa, giustizia per mia figlia fino in fondo". Ed è quello che vuole non solo la famiglia di Tommasina, ma l’intera comunità di Torre Annunziata.

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