Ha ucciso senza pietà e con freddezza. Ben 20 coltellate che non hanno lasciato scampo alla sua ex compagna. La belva, dopo la sua confessione, è rimasto in carcere. E ora la procura spinge per il giudizio immediato.

Chiesto il processo per Salvatore Carfora, il 38enne di Torre Annunziata, accusato dell’omicidio della ex compagna, la 29enne Sonia Di Maggio. L’istanza di giudizio immediato avanzata dal sostituto procuratore Alberto Santacatterina, sarà vagliata dal gip che già nelle prossime ore potrebbe emettere l’apposito decreto e fissare la data del processo. La Procura ritiene evidenti gli elementi di prova raccolti e dunque sufficienti per bypassare l’udienza preliminare.

Salvatore Carfora dovrà rispondere dell’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione e stalking. Nei mesi scorsi, il medico legale Alberto Tortorella ha eseguito l’autopsia sul corpo della giovane. Sonia è stata attinta da circa venti coltellate, al collo e alla testa, sferrate con ferocia e brutalità. Ci sarebbe, inoltre, una ferita al polso presumibilmente, causata dal tentativo della giovane di difendersi. E poi, c’è la relazione del consulente informatico Claudio Leone che ha analizzato i tre cellulari finiti sotto sequestro. I primi due sono quelli di Salvatore Carfora. L’altro appartiene all’attuale fidanzato di Sonia Di Maggio, ma sarebbe stato precedentemente usato da lei. Dalla consulenza sono emersi numerosi messaggi scritti da Carfora, in cui emergeva il suo “amore malato” verso Sonia, come l’ha definito il gip Giulia Proto nell’ordinanza con cui ha convalidato il fermo e disposto il carcere.

L’OMICIDIO. Avvenne tutto il 1 febbraio del 2021, a Specchia Gallone (frazione di Minervino). Salvatore Carfora dopo aver lasciato il dormitorio pubblico nei pressi della stazione di Napoli, si è messo a bordo di un treno diretto nel Salento, in piena emergenza Covid. E poi, ha raggiunto Specchia Gallone, frazione di Minervino, con l’autobus della Sud Est, partendo da Lecce intorno alle 18. E durante l’ultima parte del tragitto è stato anche notato da due finanzieri. Inoltre, ha chiesto all’autista di fermarsi quando, giunto sul posto, ha visto Sonia in compagnia del fidanzato. E poi, sceso dal bus, ha messo in atto il brutale omicidio della ex, intorno alle 19. In base a varie testimonianze, tra cui quella del nuovo fidanzato di Sonia, il 38enne campano ha colpito la giovane alle spalle. L’ha trascinata sull’asfalto e l’ha martoriata con altri fendenti. Alcuni sferrati in pieno volto. È stato però riconosciuto dal fidanzato della vittima che aveva visto una sua foto sui social e grazie anche alla luce di un lampione che illuminava il suo volto. Una signora è stata la prima testimone oculare del femminicidio e dopo aver soccorso la giovane e chiamato il 118, le avrebbe tamponato le gravi ferite con un asciugamano in attesa dei soccorsi. Carfora fu poi fermato ad Otranto, grazie anche alla segnalazione di un commerciante.