L’ombra delle mazzette pronta a colpire anche altre persone. Un sistema che può contare, non solo su Nunzio Ariano e Luigi Ammendola, ma anche su altri membri che costituirebbero “la parte politica” menzionata dall’imprenditore rimasto coinvolto nei loschi affari del comune di Torre Annunziata.

E’ l’inquietante scenario descritto dal Giudice Antonio Fiorentino. Due giorni dopo l’arresto dell’ex vicesindaco e maresciallo della Guardia di Finanza, ora in carcere, si infittisce la trama sul sistema di corruzione che insiste nel comune oplontino.

Uno scenario arricchito dalle registrazioni effettuate da un geometra dell’ufficio tecnico comunale nei giorni immediatamente successivi all’arresto dell’ex dirigente dell’ufficio tecnico Nunzio Ariano. “Tutti i discorsi – ha spiegato il Gip - all'interno dell’ufficio tecnico ruotavano sull'esistenza di altri destinatari della tangente. Addirittura Ammendola, presente a tali discorsi, non faceva mistero del fatto che diverse persone, tra i quali suoi familiari, ipotizzassero che anche altri avessero preso denaro dagli imprenditori e che lo stesso Ammendola poteva esserne coinvolto”.

Del resto, già nel corso della concitata telefonata del 29 dicembre scorso, il giorno dopo l'arresto di Ariano, il figlio Fabio illustra ad Ammendola le prime notizie per evitare la custodia in carcere.

Fabio Ariano: “Deve decidere tuo padre cosa fare, se vuole effettivamente essere collaborativo e dire... non erano solo per me erano per Tizio, Caio, Sempronio, però dice l'avvocato sono io non glielo consiglio di fare così, perché così si va solo ad imbottigliare in una situazione, coinvolgendo altre persone...".

Per il giudice Fiorentino “emerge sin da subito che tutti avevano compreso dell’esistenza di un complice e che Ariano avrebbe potuto anche scegliere di collaborare con gli inquirenti e svelare tutti i retroscena. Tanto è vero che il legale consiglia di non percorrere tale strada solo perché la stessa potrebbe rivelarsi poco proficua a fini difensivi”.

Altro elemento a discapito del coinvolgimento di altre persone nel sistema Ariano è la lettera che qualche mese fa l’ingegnere ha scritto alla moglie, intercettata dagli inquirenti: “Fate sapere a tutti quello che ho fatto, soprattutto ai nostri amici che stanno al comune, politici compresi, di quali personaggi Torre Annuzniata è in balia". Un passaggio che evidenzia di come Ariano, anziché preoccuparsi del sistema di corruzione dilagante al comune, si rivolge agli "amici politici", facendo capire chiaramente che “vi sono altri soggetti coinvolti nella vicenda delle mazzette – ha continuato il giudice - e che tali soggetti, politici compresi, peraltro ben conosciuti dai familiari di Ariano, devono stare molto attenti alle possibili nuove rivelazioni. Per questi motivi, non ci sono dubbi sul diretto coinvolgimento di Ammendola. E' sicuramente la ‘parte politica’ o, quantomeno, una ‘componente’ della parte politica. Le dichiarazioni di Supino, (l’imprenditore coinvolto nello scandalo) lasciano spazio ad altri approfondimenti istruttori. Egli non ha fatto riferimento a un singolo soggetto fisico, bensì a una categoria di soggetti. Quindi non può escludersi che Ariano dovesse dividere parte della sua ‘mazzetta’ con qualche altro componente dell'ufficio tecnico e che Ammendola dovesse fare altrettanto con altri politici”.

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